Habit.a

10 architetture – 10 territori – 10 temi

Un racconto fotografico per una riflessione sulla sostenibilità territoriale nella regione montana e rurale delle Alpi del Sud

I TERRITORI DI RICERCA 

La maison de village – Forcalquier, Alpes de Haute-Provence, Francia
La maison du bois – Méolans-Revel, Alpes de Haute-Provence, Francia
Les Allouviers – Romette, Hautes Alpes, Francia
La casa nel fienile – Fraz. Prinardo, Argentera, Alta Valle Stura. Italia
Borgata Paraloup – Rittana, Valle Stura, Italia 
Borgata Valliera – Castelmagno, Valle Grana, Italia
Stalla – Fraz. Roccia, Sampeyre, Val Varaita, Italia 
Lou Pourtoun – Ostana, Valle Po, Italia 
L’Acino – Tenuta Monsordo Bernardina, Bassa Langa, Italia
Una finestra sulle Langhe – Cigliè, Alta Langa, Italia 

 

 

Questo progetto è stato realizzato per l’Ordine Architetti PPC di Cuneo nell’mabito del progetto europeo “HABIT.A” N. 1776 (CUP H25F17000000002) programma Alcotra 2014-2020

Habit.a – abitare le alpi del sud nella prospettiva dei cambiamenti climatici / habiter les alpes du sud face au changement climatique è un progetto di ricerca che si inserisce all’interno del programma di cooperazione transfrontaliera interreg v-a francia-italia alcotra 2014/2020.

 


2020 Italy
Photographers: Davide Curatola Soprana – Isabella Sassi Farìas – Alessandro Guida
Texts, research and coordination: Viviana Rubbo

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Nell’ambito del progetto europeo Interreg-Alcotra Habit.a, di cui l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Cuneo è capofila, il collettivo Urban Reports ha indagato il tema della sostenibilità a partire dall’analisi delle architetture Testimonal individuate dal programma. L’obiettivo: sensibilizzare e promuovere un’architettura di qualità, più responsabile e attenta al contesto territoriale, nonché sostenere un cambio di paradigma nel modo di agire sui territori alpini.

Dieci edifici molto diversi tra loro per tipologia, dimensione, funzione e ragion d’essere, che si collocano in regioni montane e rurali altrettanto variegate per lo sviluppo storico che le ha contraddistinte in passato e le dinamiche che ne determinano le condizioni attuali.

Come nascono queste architetture? In quale contesto si inseriscono? Con quali finalità? Chi le abita e le vive nel quotidiano? Quali sono altri aspetti, oltre ai parametri tecnici e i fattori di efficienza, che possono concorrere a definirne la sostenibilità?

Il racconto fotografico prova ad allargare lo sguardo sul paesaggio che le accoglie e anziché concentrare l’attenzione solo sui volumi, ne percorre gli spazi intorno, ne indaga le relazioni che si instaurano coi contesti, ne segue i nessi e le implicazioni, prendendo in esame la trasformazione fisica e geografica dello spazio ed i suoi elementi e, insieme, la dimensione culturale dei luoghi, lo spazio di vita di una comunità. Infine, osserva i processi entro cui questi progetti hanno preso forma, interrogando e ascoltando le voci del territorio: gli architetti, gli amministratori, gli abitanti e i fruitori di queste architetture.

Questo racconto ha messo in luce molti aspetti che accomunano tutti questi interventi: la cura per il territorio, il ripensamento delle economie locali attraverso l’introduzione di modelli di produzione innovativi, nuove forme di collaborazione pubblico-privato, la ricostruzione di nuove comunità attraverso la ricucitura paziente di legami sociali e culturali col territorio. Amministratori, allevatori, agricoltori e nuovi montanari collaborano insieme per una ritrovata “progettualità eterarchica, dove la diversità diventa fonte di valore”[1], che è scelta di vita e che si realizza giorno per giorno, non solo per se stessi ma anche per quelli che verranno. C’è la libertà, l’autodeterminazione, c’è l’assunzione di responsabilità e la visione capace di andare oltre il tempo, ma soprattutto la fatica quotidiana che condividono tutti coloro che abitano le terre alte.

Ciascuno dei 10 interventi architettonici serve a raccontare un luogo e ad esplorare un tema:

1 – L’architettura che partecipa alla costruzione del bene comune |  Forcalquier
2 -Il bosco: risorsa da valorizzare | Méolans-Revel
3 –  I territori alpini: laboratori di nuove forme di abitare | Romette
4 – L’immaginario della montagna tra passato e presente | Fraz. Prinardo, Argentera
5 – Il ruolo politico dei territori, nuovi centri di produzione culturale | Borgata Paraloup, Rittana
6 – Nuove sinergie pubblico/privato | Borgata Valliera, Castelmagno
7 – La dimensione produttiva nei territori delle Alpi | Borgata Roccia, Sampeyre
8 – Nuove comunità progettanti | Ostana
9 – Valorizzazione del paesaggio culturale | Alba
10 – Contaminazioni materiali e immateriali |Cigliè

[1] Filippo Barbera, sociologo. Intervento al webinar FEEM ‘’Quale visione di sostenibilità per i territori montani? Voce agli esperti”, 6 ottobre 2020

Per questo, e per dare voce a questa pluralità di architetture, temi e luoghi, ciascun sito diventa la tappa di un viaggio attraverso la geografia fisica e culturale delle Alpi del Sud e quindi l’opportunità per declinare uno dei molti aspetti emersi, rilevante per affrontare il concetto della sostenibilità nei territori alpini e rurali.

Questo lavoro è il frutto di una visione costruita in collettivo. 4 sguardi, i nostri, sulle dieci architetture e i loro mondi, prima solitari poi ricomposti in un unico filo narrativo. Il nostro sguardo è andato deliberatamente oltre lo spazio di pertinenza di queste opere nel tentativo di fornire un ulteriore livello di analisi e di comprensione delle dinamiche che hanno generato il paesaggio con cui si confrontano oggi. Percorrendo il territorio, immedesimandosi e isolando gli elementi che compongono lo spazio, la fotografia riassegna un ordine alla realtà, porta con sé nuovi significati e nuovi immaginari.   

 
Un lavoro che introduce un ulteriore livello di consapevolezza della dimensione materiale e immateriale che definisce la sostenibilità di un intervento d’architettura in un determinato luogo. 

La sostenibilità non solo intesa come parametro tecnico, ma come insieme di valori espressi dal territorio e da chi lo abita. Non solo, portando uno sguardo d’insieme capace di percorrere trasversalmente questi territori, questa narrazione, li mette a confronto, sottolineandone le specificità e la comunanza di sfide e, al contempo, la complessità degli aspetti che concorrono a definirne la sostenibilità

gb

As part of the European project Interreg-Alcotra Habit.a led by the Board of Architects of the province of Cuneo, Urban Reports has investigated the concept of sustainability starting from the analysis of the Architectures testimonials identified by the program. The project aims to include increased awareness, the promotion of quality in architecture, a more responsible and attentive approach to the territorial context, as well as a paradigm shift in the way we build and plan in the Alpine regions.

Ten buildings very different from each other in terms of typology, size, function and raison d’être, located in mountain and rural regions which vary due to the historical development and the dynamics that determine their current conditions.

How are these architectures born? In what context? With what purpose? Who lives and inhabit them in the everyday life? What are other aspects, in addition to the technical parameters and efficiency factors, which can contribute to defining their sustainability?

The photographic narrative is an attempt to broaden the perception of the landscape that accommodate the 10 architectural works and instead of focusing on the volumes, it runs the spaces around them, investigates the relationships that are established with the contexts, follows the connections and the implications, examines the physical and geographical transformation of the space and its elements and, at the same time, the cultural dimension of the places, where the community belong. Finally it observes the processes within which these projects took shape, questioning and listening to the local voices: the architects, public actors and administrators, inhabitants and users.

This representation has highlighted many aspects that all the architectures have in common: care for the territory, rethinking local economies through the introduction of innovative production models, new forms of public-private collaboration and the reconstruction of new communities through patient mending of social and cultural ties with the territory. Administrators, farmers and new inhabitants of the Alps collaborate together to establish “heterarchic planning, where diversity becomes a source of value” [1], which is a life choice unfolding day by day, not only for oneself but also for those who will come in the future. There is freedom, self-determination, there is the assumption of responsibility and a vision capable of going beyond the time, but above all the efforts shared by all those who live in the high lands.

Each of the 10 architectural works offers the chance  to tell about a place and explore a theme:

1 – The architecture that participates in the construction of the common good | Forcalquier
2 – The forest: resource to be valued | Méolans-Revel
3 – Alpine territories: laboratories for new forms of living | Romette
4 – The imaginary of the Alps between past and present | Hamlet of Prinardo, Argentera
5 – The political role of the territories, new centers of cultural production | Paraloup village, Rittana
6 – New public / private synergies | Borgata Valliera, Castelmagno
7 – The productive dimension in the territories of the Alps | Borgata Roccia, Sampeyre
8 – New engaged communities  | Ostana
9 – Enhancement of the cultural landscape | Alba
10 – Material and immaterial influences | Cigliè

[1] 
Filippo Barbera, sociologo. Intervento al webinar FEEM ‘’Quale visione di sostenibilità per i territori montani? Voce agli esperti”, 6 ottobre 2020

For this reason, and to give voice to this plurality of architectures, themes and places, each site becomes part of a journey through the physical and cultural geography of the Southern Alps and therefore the opportunity to delve into one of the many aspects that have emerged, all of them relevant to address the concept of sustainability in the alpine and rural areas.

This work is the result of a collective vision. 4 views, our views, on the ten architectures and their worlds, at first lonely, then recomposed in a single narrative thread. Our gaze has deliberately gone beyond the spatial footprint of these architectural works in the attempt to provide a further level of analysis and understanding of the dynamics that generated the landscape we are confronted with today. Walking the territory, identifying and isolating the elements that form the space, photography reassigns an order to the reality, bringing new meanings and new imaginaries.  

A work that introduces a further level of awareness of the material and immaterial dimension that defines the sustainability of the architectural intervention explored.

Sustainability not only understood as a technical parameter, but as a set of values expressed by the territory and by those who live there. Not only that: bringing an overall view capable of transversally crossing these territories, the photographic narrative compares them, underlining their local values and features as well as the common challenges and, at the same time, the complexity of the aspects that contribute to defining their sustainability.

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mappa delle valli